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MINIGONNA, storia di un indumento che è segno di libertà

La storia del costume e della moda internazionale è costellata da episodi che hanno caratterizzato intere epoche. Indumenti dell’abbigliamento che sono divenuti dei veri e propri simboli pregni di significato. Frutto di un cambiamento epocale della società che sta liberalizzando diverse situazioni che un tempo erano critiche, come il giocare alle lotterie online internazionali e legali.

Elementi che si sono fatti portatori di messaggi sociali e di genere assolutamente unici: questo è il caso, nell’ambito del vestiario, tra gli altri della minigonna. Un capo femminile che è segno di libertà e volontà di affermazione della donna. Per tanto cerchiamo di ricostruire fatti e curiosità legati a questa tipologia di abbigliamento femminile facendo un salto nel passato per avvicinarci man mano ai giorni nostri.

CHI HA INVENTATO LA MINIGONNA?

Dietro ogni simbolo c’è una storia, e soprattutto una figura che lo ha reso tale imprimendolo nella memoria collettiva. Nel caso della minigonna, il profilo da citare indiscutibilmente è quello della stilista anglosassone Mary Quant. Una donna incredibile degli anni Sessanta che ha dato vita nel 1963 a questa creazione afferente al settore della moda che successivamente si è trasformata in un’icona del mondo rosa. Non solo una semplice gonna, ma uno strumento che ha incarnato una volontà di ribellione, indipendenza, libertà ed affermazione del genere femminile.

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L’ispirazione della Quant ebbe origine dal mondo automobilistico: la Mini, infatti, fu l’auto che diede i natali al nome della gonna. Dapprima mini-skirt (all’inglese), poi minigonna, tale indumento risultò subito apprezzato per comfort e praticità lasciando essa libere le gambe. In molti però sostengono che l’invenzione della minigonna non sia riconducibile a Mary Quant quanto piuttosto ad altre personalità: c’è chi appoggia l’origine francese con il designer André Courregés, o chi ancora attribuisce il suddetto capo al costumista John Bates; per non parlare della deriva austriaca con Rudi Gernreich, o statunitense con Helen Rose. Insomma, la storia dell’invenzione della minigonna è lunga e controversa, ciononostante, ancora oggi, essa viene associata alla stilista inglese Mary Quant.

ESISTE UNA MINIGONNA INVERNALE?

Come tutti i capi di abbigliamento anche la minigonna può contare su una sua versione invernale, non solo dunque estiva. Pur trattandosi di un indumento prettamente legato alle stagioni calde, questo tipo di gonna la si può trovare anche in lana. Quindi nella variante funzionale ai mesi rigidi, dove il clima non favorisce di certo le linee scoperte. Tuttavia questa minigonna in lana risulta confortevole nel tessuto e calda al tatto. Un elemento di abbigliamento del mondo rosa abbinabile a blazer e mocassini chunky, per fare un esempio, quale completo invernale femminile di tendenza. Un perfetto mix di moderata trasgressione ed eleganza al contempo, caratteristiche da sempre appartenenti alla minigonna che risulta versatile ed adatta a tutte le stagioni.

IN CHE ANNO È ARRIVATA LA MINIGONNA IN ITALIA?

Come anticipato dalla data di riferimento menzionata sopra circa la figura dell’inventrice della minigonna, Mary Quant, ossia gli anni Sessanta, bisogna fare riferimento proprio a quell’epoca per individuare l’approdo di tale capo d’abbigliamento femminile anche nel nostro Paese. In Italia, infatti, è l’estate del 1966 quando arriva in commercio per la prima volta una minigonna. Un oggetto di moda dallo stile audace che sorprende per linee trasgressive e lunghezza ridotta. Sorpresa che viene sempre meno col passare degli anni, dato che a far seguito alla gonna corta vi saranno poi altri indumenti come il reggiseno o i pantaloni aderenti, dai toni di certo non meno forti, per esaltare le forme della donna.

Indossare un capo come la minigonna ha sempre comportato un certo grado di personalità, attitudine ma soprattutto forme giuste. Non si tratta di discriminazione, tutt’altro: si parla di linee femminili pensate appositamente per questa tipologia di abbigliamento. A partire dalle gambe, che rappresentano il primissimo fattore da tenere in considerazione quando ci si avvicina ad una minigonna. Meno importante, con le dovute misure, è invece il fattore età. Si può tranquillamente indossare una minigonna anche a 40 anni, o 50 perché no.

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Non conta l’anagrafe in questo caso, ma piuttosto come si portano gli anni che si hanno. Ciò fa la differenza nel poter osare rispetto alla moda e agli indumenti da mettere su. E la minigonna non fa eccezione. Per una donna quarantenne, quindi, essa può essere indossata appena sopra il ginocchio, senza dunque eccedere. Sopra la gonna è poi adeguata una t-shirt, o bluse, o ancora una camicia che abbia uno stile classico ed elegante. Il tutto per smorzare i toni decisamente trasgressivi della minigonna, e risultare per tanto maggiormente in linea con l’età posseduta. Perché è giusto potersi permettere ancora una minigonna superati i 40, ma bisogna farlo pur sempre con decenza e coerenza.

QUANDO USARE LA MINIGONNA CON SPACCO LATERALE?

Tra le tante forme con cui si presenta la minigonna, vi è in primo piano nella scelta femminile quella con spacco laterale. Un’alternativa alla versione tradizionale, se vogliamo ancor più audace e che lascia poco spazio all’immaginazione. Un modello che va da sé non risulta adatto per contesti formali o professionali, poiché griderebbe al volgare. Al contrario, può essere appropriata quando ci si vuole divertire e trascorrere una serata di ballo, relax e compagnie sfrenate. Del resto la minigonna nasce proprio per essere confortevole e versatile, motivo per cui il suo habitat ideale è quello dove il movimento la fa a padrone. Lo spacco sul fianco, poi, nella fattispecie, accresce l’aspetto trasgressivo e seducente di questo capo d’abbigliamento da donna arrivando a simulare anche l’effetto pelle.

Un fascino che è accattivante per l’altro sesso ed incline a richiamare attenzioni non in linea con un ambito lavorativo dove il rigore è sicuramente più consono. Libertà alla massima potenza, quindi, quella simboleggiata dalla minigonna con spacco laterale, che più di ogni altro elemento di moda concorrente è in grado di incarnare la volontà di indipendenza e forza femminile. Anche la gonna lunga può portare questo spacco, ma in quel caso l’effetto è ben diverso sebbene sia comunque sempre aggressive. Ma fa parte dello stile di questo indumento: ignorarlo o negarlo significherebbe essere ipocriti e sminuirne di conseguenza il valore intrinseco.